A cura di Daria Iadarola, volontaria SCU 2025/2026

Chiesa di San Nicola Maggiore

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Nel cuore del centro storico di Fontanarosa, in Piazza Cristo Re, si erge la Chiesa di San Nicola Maggiore, principale luogo di culto del paese e punto di riferimento della comunitĂ .

Le sue origini risalgono al XII secolo, quando i governatori normanni vollero dedicarla a San Nicola di Bari, santo già molto venerato dalla popolazione locale. Nei secoli successivi la chiesa subì diversi restauri e ricostruzioni, come quella del 1425. Nel 1731 il vescovo Paolo Torti Rogadei promosse importanti interventi di rinnovamento, che però furono vanificati dal terremoto che colpì l’Irpinia due anni più tardi. Successivamente, grazie all’opera dell’arciprete Nicola Petrone (1881-1973), vennero realizzati il pavimento in pietra e il soffitto rivestito in tela. Dopo la Seconda guerra mondiale, con il sostegno dello Stato e le donazioni di don Davide D’Italia, l’edificio fu arricchito e consolidato, fino a raggiungere l’aspetto attuale.

La chiesa presenta una pianta a tre navate che culminano nella cupola. La facciata, maestosa e articolata in due ordini, mostra nella parte inferiore tre imponenti portali sormontati da una balconata, mentre nella parte superiore si trovano colonne, trabeazione, timpano spezzato e un attico decorato con sculture. L’interno conserva statue, intonaci e pregevoli opere pittoriche, tra cui L’Ultima Cena di Alonso Rodriguez (1578-1648) e la Madonna col Bambino di Giuseppe Tomajoli (1730-1772).

Eredità dell’epoca normanna, la Chiesa di San Nicola Maggiore rimane una testimonianza viva della profonda devozione dei fontanarosani e continua a rappresentare un simbolo identitario per l’intera comunità.

Santuario di Maria SS. della Misericordia

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Il Santuario di Maria SS. della Misericordia sorge nei pressi di un pozzo, a poca distanza dalla piazza principale di Fontanarosa: il luogo è noto perché lì fu ritrovata, secondo la tradizione, una miracolosa immagine della Madonna che ha dato origine al culto e alla costruzione del tempio.

La fondazione del santuario è avvolta nella memoria popolare e narrata da due antiche leggende. La prima racconta che una ragazza trovò l’immagine della Madonna in un giardino, su un sambuco: nonostante fosse trasportata nella chiesa parrocchiale, la statua ricompariva miracolosamente sul sambuco per tre volte, segno che la Vergine voleva essere venerata in quel punto, così si decise di erigere una chiesa. La seconda leggenda riporta un fatto più remoto: durante il periodo iconoclasta i fedeli avrebbero nascosto la statua in un pozzo, collocandola nella parte superiore per preservarla; dimenticata nel tempo, la statua sarebbe stata poi ritrovata e ad essa sarebbe sorta la chiesa nelle vicinanze. Nel corso dei secoli il santuario ha accumulato segni delle varie epoche: ogni fase storica ha lasciato un proprio manufatto e una propria decorazione, a testimonianza della lunga frequentazione devozionale del luogo. Degna di nota è la presenza, nella navata laterale destra, di un trittico ligneo colorato e dorato della Madonna del Rosario, donato verso la fine del XVI secolo dal principe Carlo Gesualdo.

All’apparenza l’edificio mostra un aspetto tardo-barocco, ricco di altari, stucchi e dorature, ma un’osservazione attenta rivela le stratificazioni accumulate nel tempo. La pianta attuale è a tre navate: sei altari sono distribuiti nelle navate laterali e un altare maggiore occupa lo spazio del coro. Gli arredi e le decorazioni, sovrapposti nelle varie epoche, contribuiscono a un effetto scenografico che testimonia interventi successivi e l’evoluzione del gusto liturgico e artistico locale.

Accanto al Santuario della Madonna della Misericordia si erge un imponente campanile, che domina l’area circostante. Costruito nel XV secolo, raggiunge un’altezza di 57 metri, con una cupola a bulbo di 6 metri che ne completa la maestosità. Originariamente di dimensioni più modeste, fu successivamente ricostruito per vegliare sul Santuario e benedetto il 16 aprile 1731, in occasione della consacrazione della Chiesa. Il campanile si articola in due sezioni: la parte inferiore, fino al piano delle campane, ha una pianta quadrata con angoli marcati e archi in pietra finemente lavorata; la sezione superiore, dal piano dell’orologio fino alla cupola, appare più slanciata, con gli spigoli smussati, assumendo quasi una forma ottagonale.

Il Santuario di Maria SS. della Misericordia è quindi, più che un singolo monumento, il risultato di molteplici vicende devozionali e artistiche: luogo di culto sorto intorno a un ritrovamento miracoloso, oggi conserva opere e decorazioni che rendono evidente la ricchezza della sua storia e la continuità del legame tra comunità e Madonna.

Chiesa del SS. Rosario e di S. Antonio

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La Chiesa del SS. Rosario e di Sant’Antonio è un edificio semplice e raccolto, inserito nel tessuto urbano di Fontanarosa con un solo lato visibile, quello che si affaccia su Piazza della Misericordia.

Il contesto urbanistico, stretto tra piccole abitazioni e la vicina Chiesa della Misericordia, ha fortemente influenzato le scelte costruttive e l’organizzazione dello spazio. Nonostante le dimensioni ridotte, nel corso del tempo essa ha accolto opere di grande pregio, frutto del lavoro di maestri locali rimasti anonimi, ma capaci di lasciare un segno significativo.

L’edificio è a navata unica con copertura a due falde, non percepibile dall’esterno poiché la facciata si chiude con una forma semicircolare. All’interno, il soffitto in tavolato di castagno è rivestito da una tela dipinta che riproduce un finto cassettonato con motivi floreali e stucchi in rilievo; al centro si trova un dipinto su tela incorniciato in legno. Le grandi finestre illuminano l’ambiente, una delle quali murata e sostituita da un dipinto rettangolare. Sul fondo è collocata la nicchia della Madonna del Rosario, posta sopra un elegante ciborio marmoreo con puttini, mentre sotto l’arco trionfale si trova l’altare rivolto al popolo, arricchito da marmi policromi. Le pareti sono sobrie, interrotte da quattro medaglioni dipinti, mentre lungo il perimetro interno si dispongono stalli lignei, oggi in parte deteriorati. La facciata, essenziale ma suggestiva, è caratterizzata da un monumentale portale in pietra locale affiancato da due finestre ellittiche simmetriche.

Piccola ma preziosa, la Chiesa del SS. Rosario e di S. Antonio rappresenta una significativa testimonianza della cultura e dell’arte delle aree interne dell’Irpinia, dove l’abilità di maestri artigiani si è espressa in opere di grande valore, pur senza lasciare firme certe.

Chiesa di Maria SS. Immacolata

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La Chiesa dell’Immacolata si trova nel rione “Acqua della Madonna” e si distingue per il suo imponente portale in pietra locale, riccamente lavorato e sormontato dall’iscrizione dedicata alla Vergine. Il tempio è consacrato alla Madonna Immacolata e a San Michele Arcangelo, culto molto radicato nelle terre del ducato longobardo.

Non esistono documenti certi sulla sua fondazione, ma si ipotizza che la chiesa fosse aperta al culto intorno al 1750, indicato come “Anno Reparatae Salutis”. Negli anni successivi furono avviati importanti lavori: nel 1780 vennero realizzati da artigiani di Taurasi il soffitto e l’antiporta in legno di castagno; nel 1795 fu intrapresa la costruzione dell’abside semicircolare, ultimata l’anno dopo con materiali leggeri; nel 1799 i “marmorari” napoletani completarono l’altare maggiore. Nel 1945 maestri locali aggiunsero un raffinato tempietto in marmo bianco con colonne ioniche. Il pittore Francesco Uva decorò gli interni tra il 1807 e il 1808 con santi, angeli e motivi floreali, impreziosendo anche gli ovali lungo le pareti e lasciando la sua opera più significativa nella grande tela del soffitto raffigurante San Michele che combatte i demoni. Le pitture furono restaurate nel 1932. Nel 1921 fu iniziata la costruzione del campanile in pietra a vista, alto 19 metri. In tempi più recenti, nel 1987, la chiesa subì un grave furto che privò la comunità di una preziosa statuetta del Bambin Gesù, mai più ritrovata. Dopo il terremoto del 1980, l’edificio fu adeguato alle nuove norme costruttive.

La facciata, semplice e lineare, termina a timpano ed è arricchita da una nicchia centrale con la statua dell’Immacolata avvolta dalla luce e circondata da angeli; lateralmente, negli ovali, compaiono Santa Lucia e San Michele. L’edificio presenta una pianta a navata unica, lunga 15 metri e larga 7, chiusa da un’abside semicircolare di 5 metri di raggio. All’interno, oltre agli stalli lignei riservati ai confratelli, spicca l’altare maggiore in marmi policromi con la statua lignea dell’Immacolata. Sulla navata si trovano numerose statue e immagini devozionali, tra cui la Madonna Addolorata, San Stanislao, San Luigi Gonzaga, San Vito Martire, Santa Lucia e San Michele Arcangelo. Le decorazioni pittoriche di Uva, con figure di santi e dottori della Chiesa, arricchiscono le alte pareti e il soffitto.

Durante le decorazioni della chiesa dell’Immacolata si decise di dotarla di un organo. Nel 1807 ne fu acquistato uno usato a Napoli, costruito nel 1771 da Domenico Antonio Rossi, celebre organaro della cappella reale. Trasportato a Fontanarosa, l’organo è oggi perfettamente conservato, con dorature e pittura originali, e continua a stupire per la sua sonorità. La confraternita lo custodisce con orgoglio, organizzando concerti che accompagnano i principali momenti liturgici e le ricorrenze della comunità. Due restauri, nel 1997 e nel 2013, hanno preservato lo strumento, testimoniando il valore di un piccolo gioiello del Settecento, mentre altri organi di Rossi sono ancora visibili a Napoli, Procida, Deliceto e nel Nord Italia, a Leggiuno e Trento.

La Confraternita dell’Immacolata avviò inoltre il progetto del proprio campanile nel 1912, con una campagna di raccolta fondi. La prima pietra fu posata il 30 maggio 1921 e i lavori, tra periodi di attività e sospensioni, si conclusero con la copertura nel 1933. Il campanile, in pietra a vista e alto 19 metri, ospitava tre campane. La più grande, il “campanone” di 757 kg, fu acquistata nel 1928 e rifusa nel 1967 dopo una lesione. L’anno successivo la confraternita acquistò una seconda campana di 320 kg. L’opera di costruzione vide la generosa partecipazione di muratori, artigiani e fedeli, animati dalla devozione alla Madonna.

Frutto della devozione popolare e di secoli di interventi artistici e artigianali, la Chiesa dell’Immacolata rappresenta oggi uno scrigno di arte sacra e di memoria comunitaria. La sua ricchezza di statue, pitture e arredi ne fa uno dei luoghi più significativi della fede fontanarosana.

Chiesa della SS. Annunziata

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La Chiesa dell’Annunziata, sede dell’omonima Confraternita fondata nel 1706, fu inaugurata nel 1709 dall’arciprete don Giovanni Meola. Sin dalle origini ha rappresentato un punto di riferimento religioso e comunitario per i fedeli fontanarosani.

La Confraternita dell’Annunziata, istituita all’inizio del XVIII secolo, volle dotarsi di un luogo di culto che fosse anche sede delle proprie attività devozionali. Nel 1728 la famiglia De Rosa donò un pregevole organo, ancora oggi conservato. Nel corso dei secoli la chiesa si è arricchita di opere d’arte, decorazioni e arredi confraternali, mantenendo la sua funzione originaria.

L’edificio presenta una struttura ad unica navata. La facciata principale, semplice e lineare, è caratterizzata da un portale in pietra locale sormontato da un’edicola con la scena dell’Annunciazione. Il campanile, inglobato nelle mura della chiesa, è composto da tre livelli scanditi da cornici in pietra e culmina in una raffinata chiusura in ferro. La copertura è a due falde con manto in coppi. All’interno, il soffitto ribassato è realizzato con tavole di pioppo rivestite da tela dipinta con immagini bibliche. Sul lato sinistro si apre un vano, un tempo destinato a sacrestia, oggi unito alla navata e sormontato da una cupola affrescata con scene sacre. L’abside custodisce un altare in marmi policromi, sormontato da un gruppo ligneo del 1806 raffigurante l’Annunciazione. L’arredo è composto da banchi e sedili lignei con balaustra, disposti lungo le pareti, un tempo riservati ai confratelli e al Priore. Le pareti sono ornate con motivi floreali e quadri sinottici biblici.

La Chiesa dell’Annunziata unisce semplicità architettonica e raffinatezza artistica. Le sue decorazioni, gli arredi lignei, l’altare in marmi policromi e l’organo antico la rendono una testimonianza preziosa della fede e della storia confraternale di Fontanarosa.

Cappella della Loggia

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La Cappella della Loggia è una piccola ma significativa testimonianza della devozione popolare di Fontanarosa, sorta in un punto strategico lungo l’antica via di collegamento tra Napoli e la Puglia.

Agli inizi del Settecento, il traffico commerciale su quell’arteria era in forte crescita e, per rendere più accogliente la sosta dei viandanti, l’amministrazione della Chiesa di Santa Maria, con il sostegno delle autorità civili, decise di costruire una taverna. L’edificio fu completato il 17 maggio 1708, offrendo spazi recintati, fontana d’acqua e aree erbose per il pascolo delle greggi. Accanto alla taverna sorse naturalmente anche una cappella, edificata già nel 1707 e intitolata a Santa Maria della Misericordia, in continuità con il santuario omonimo del paese. L’atto notarile stabiliva inoltre l’obbligo di dotarla di tutto il necessario per le funzioni religiose e di celebrare ogni anno una messa cantata, la prima domenica di maggio. Dopo l’Unità d’Italia, con la legge del 15 agosto 1867, la cappella passò sotto i beni dello Stato, ma continuò a essere frequentata e mantenuta viva dalla devozione popolare.

La cappella presenta una struttura semplice, in linea con la sua funzione di luogo di culto rurale. Sull’architrave della porta compare un’iscrizione che recita: “A.D. / 1706 / M.F.T.I.E.S.”, ovvero Mariae Fontanarosae Terra Iussit Erigi Sacellum, “la terra di Fontanarosa ordinò che fosse eretta la cappella di Maria”.

La Cappella della Loggia è oggi un simbolo di come fede, viabilità e vita quotidiana si siano intrecciati nella storia del territorio. Tra taverna, sosta e devozione, questo piccolo edificio custodisce ancora la memoria di una comunità che ha saputo trasformare un luogo di passaggio in un punto di spiritualità condivisa.

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