A cura di Carmen Benedetti, volontaria SCU 2025-2026

Fontanarosa è un affascinante borgo situato nella provincia di Avellino, immerso nella Valle del Calore, a circa 480 metri sul livello del mare. Il paese conta circa 3.000 abitanti e si estende su una superficie di 16,7 km². Il territorio confina con i comuni di Gesualdo, Grottaminarda, Luogosano, Mirabella Eclano, Paternopoli e Sant’Angelo all’Esca.Le sue origini affondano nell’epoca longobarda, ma è nel periodo normanno che il paese assume un ruolo più definito e strutturato, grazie alla costruzione di castelli e al sorgere di feudi.

“Carta storica dell’Irpinia con evidenza di Fontanarosa, testimonianza delle antiche rotte e insediamenti.”

Origine del Nome

Il nome Fontanarosa deriva probabilmente dall’unione di due elementi: “Fontana” (fontana o sorgente d’acqua) e “Rosa” (che potrebbe riferirsi a una rosa o a una denominazione di luogo). L’ipotesi più accreditata è che il toponimo indichi una fonte d’acqua particolarmente abbondante o preziosa, forse circondata da rose o vegetazione rigogliosa. Un’altra interpretazione collega il nome alla famiglia nobiliare dei Fontanarosa, ma questa è più una conseguenza storica: la famiglia prese il nome proprio dal paese, non viceversa.

“Emblema araldico della famiglia Fontanarosa, signori del borgo nel Medioevo.”

Origini e Sviluppo Storico

Le prime tracce di insediamenti risalgono al periodo longobardo, tra il VII e l’VIII secolo, probabilmente nate dopo la distruzione della vicina Aeclanum, un centro sannitico importante lungo la Via Appia. Dopo la distruzione di Aeclanum da parte dei Romani e delle successive invasioni barbariche, molti abitanti si rifugiarono nelle campagne circostanti, dando vita a nuovi villaggi.

Durante il periodo normanno, intorno all’anno 1000, il borgo venne ricostruito e fortificato, con la costruzione di un castello che dominava la valle del Calore. Questo castello, oggi in rovina, era simbolo del potere feudale e della presenza militare nella regione.

Il feudo passò in seguito a diverse famiglie nobili, tra cui i Gesualdo, che mantennero il controllo del territorio per lunghi periodi. Nel corso del Medioevo, Fontanarosa divenne un centro strategico e militare, nonché un importante nodo commerciale e agricolo.

Aneddoti Storici Interessanti

  • Il terremoto del 987: Fontanarosa, come molti paesi dell’Irpinia, fu colpito duramente da un terremoto che distrusse gran parte della borgata. Fu proprio grazie ai Normanni, allora in espansione in Italia meridionale, che il paese fu ricostruito sulle rovine, dando inizio a una nuova epoca di prosperità.
  • Il castello normanno: Oltre ad essere un centro di potere, il castello di Fontanarosa ospitava spesso nobili e cavalieri. Si racconta che durante le feste, giullari e cantastorie allietassero i giorni di corte con storie e musica, portando un pizzico di leggerezza in tempi spesso duri.
  • Roberto Fontanarosa e Federico II: Nel XIII secolo, Roberto Fontanarosa fu un personaggio di rilievo, ricoprendo il ruolo di Grande Connestabile del Regno sotto l’imperatore Federico II. Roberto partecipò a importanti missioni militari e diplomatiche, custodendo persino ostaggi di città nemiche, come i Capuani e i Padovani.
  • La famiglia Fontanarosa: Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la nobile famiglia dei Fontanarosa non diede il nome al paese, ma prese esso dalla loro signoria. Questo era un costume comune nel Medioevo, in cui le famiglie nobiliari adottavano il nome del loro feudo come cognome.
  • La vita nel castello: Il castello non era solo una fortezza, ma una vera e propria comunità dove vivevano il signore, i suoi familiari, i soldati, i servi e i contadini. All’interno si tenevano pranzi, esercitazioni militari e persino feste con cavalieri provenienti da feudi vicini.

La Pietra di Fontanarosa: Arte e Tradizione

Una delle caratteristiche distintive di Fontanarosa è la lavorazione della pietra, in particolare della breccia irpina. Questa pietra è utilizzata per la realizzazione di archi, portali, fontane e rifiniture di scale e finestre nel centro storico del paese. La maestria degli scalpellini locali ha conferito a Fontanarosa una reputazione consolidata nell’arte della lavorazione della pietra .

“Fontanarosa, dove la lavorazione della pietra diventa arte e passione”

Il Carro di Fontanarosa: Tradizione e Religiosità

Una delle tradizioni più affascinanti di Fontanarosa è il “Carro”, un obelisco alto circa 28 metri realizzato con un’anima di legno rivestita di paglia intrecciata a mano. La struttura poggia su un carro trainato da buoi ed è tenuta in equilibrio da robuste funi in canapa. Sulla sommità trova posto la statua della Madonna della Misericordia. La tirata del Carro avviene ogni anno il 14 agosto, alla vigilia della Festività dell’Assunta, ed è un momento di grande partecipazione e devozione per la comunità.

Padre Michele Fontanarosa: figura illustre di Fontanarosa

Salvatore Avvisati, poi divenuto Padre Michele Fontanarosa, nacque il 1° giugno 1608 da una famiglia nobile e benestante, originaria di Serino ma trasferitasi a Fontanarosa. Il padre, Lucio Avvisati, era funzionario feudale e molto vicino ai Gesualdo, tanto da ottenere la cappella di Santa Maria della Neve nella chiesa feudale di Santa Maria a Corte. La loro casa si trovava in contrada “Bastioni”, oggi chiamata via Avvisati in onore del celebre concittadino.

Salvatore entrò giovanissimo nell’Ordine Domenicano a Napoli, diventando sacerdote a 23 anni con il nome di Padre Michele da Fontanarosa. Fu un teologo, filosofo e oratore di fama internazionale, apprezzato per la sua intelligenza e per la schiettezza con cui parlava anche ai potenti. Insegnò a Napoli e conseguì il prestigioso titolo di Magister.

La sua eloquenza lo rese famoso, ma anche scomodo: a Venezia e alla corte toscana fu allontanato per le sue critiche coraggiose contro il potere e le ingiustizie, come quella della Spagna nei territori del Sud Italia. Denunciò anche episodi di banditismo che colpirono direttamente la sua famiglia, come la morte di una nipotina durante un saccheggio.

Oltre all’attività religiosa, Padre Michele fu coinvolto nelle lotte tra famiglie nobili locali, molto comuni all’epoca. Fu accusato di omicidi e vendette durante la rivolta di Masaniello (1648), ma fu sempre assolto dalle autorità religiose. Per sfuggire alla repressione si rifugiò nel convento di Fabriano, dove fu superiore.

Tornato a Fontanarosa nel 1666, subì nuovi attacchi e violenze. Nel 1669, fu assassinato da due cugini del suo nemico Marcantonio Pepe. Dopo la morte del nipote Cesare, la famiglia Avvisati si estinse. Padre Michele si ritirò di nuovo a Fabriano, dove morì nel 1689.

Importanza per Fontanarosa :Padre Michele è una delle figure più importanti della storia di Fontanarosa. Non solo fu un uomo di grande cultura e spiritualità, ma anche protagonista del contesto politico e sociale del suo tempo. La via principale del paese porta il nome “via Avvisati” in suo onore, a ricordo del suo contributo religioso, culturale e storico.

Fontanarosa rappresenta un affascinante viaggio nella storia dell’Irpinia, dalla sua fondazione longobarda fino alla fioritura normanna e oltre. Le sue radici profonde, il castello, le famiglie nobiliari e le tradizioni locali raccontano la storia di un paese che ha saputo mantenere viva la memoria del passato, intrecciandola con la cultura e le tradizioni del presente. Rappresenta un affascinante esempio di come storia, tradizione e cultura possano intrecciarsi in un piccolo borgo dell’Irpinia. Le sue origini longobarde, il patrimonio architettonico, le tradizioni religiose e l’arte della lavorazione della pietra ne fanno una meta ideale per chi desidera scoprire le radici più autentiche del Sud Italia.

“Panorama contemporaneo di Fontanarosa, tra storia e natura, custode di secoli di memoria.”

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